2 febbraio 2011

Buone intenzioni

Semplicemente non capisco cosa ci si aspetta che io faccia.
Qual'è il senso di tornare a casa con il viso grigio, e i capelli colorati,
le mani tremanti e i polmoni che temono di non respirare più?
Troppe sigarette, 
per questi discorsi.


Voglio levarmi il fiato, bruciarmi la carne, stracciarla finchè non sarà viva, 
e non conterà più nulla il mio pensiero,
il dolore coprirà gli errori,
perchè la sofferenza, come l'alcol,
è la scusa giustificata
per dilaniare 
le buone 
intenzioni.

La perfezione di ciò che si è sempre cercato, 
una sfera morbida, calda, che si adatta
al corpo indurito di un'anima ferita,
e lo avvolge, cullandolo nella sua
litania invitante.


E l'imperfezione pura, incompatibile,
da sempre impossibile, sognata
senza un motivo conosciuto,
consapevolmente dannosa, 
inadatta, così terribilmente
insoddisfacente,
eppure in qualche modo
piena.

Piena.


Cosa diavolo dovrei fare!? 
Gettare al vento me stessa per il nulla, o tenere me stessa ed il bene, piangendo da vecchia, sul letto di morte, in un cliché maledetto, di quanto in quei giorni avrei potuto gettare via il buon senso e vivere la vita dei dannati?

NON    VOGLIO    PRENDERE    NESSUNA    STRADA   !

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