Per una volta ho voluto assecondarti.
Ho deciso di fare quello che volevi far tu. Invece di farti pesare di essere lontana, ho deciso di accompagnarti e seguirti così lontano.
Ho pensato che percorrere una strada nuova, forse, mi sarebbe potuto piacere, con te.
Provare va bene.
E hai cambiato idea.
Mi sembra che tu lo faccia apposta, e la cosa peggiore è che non vorrei risentirmene.
Perchè ti sto perdendo.
Non so se sul serio, o solo dentro di me.
Ma continuo a scrivere le stesse cose, e son passati solo cinque mesi. Continuo a scrivere di aver paura di perderti, e so che lo sto facendo, pronunciando queste parole. Continuo a scrivere che delle volte proprio non ti capisco, che sei tu che devi cambiare.
Sono un'ipocrita se dico che penso di essere nel torto.
Eppure, in quel poco di logica che mi è rimasta, e non l'obiettività che ho definitivamente perso, vedo che sono io stessa, con i miei pensieri, con i miei dubbi, le incertezze, le gelosie, l'invidia, e ogni altro difetto, a provocare ciò per cui sto male..
Quando rileggerò righe come queste, penserò lo stesso che penso quando leggo il mio Diario dei tempi in cui ero con il mio ex.
Penserò che si, vedi Claudia, i problemi c'erano già allora. Ci sono sempre stati, e hai sempre cercato di farli sprofondare, di sopportarli, di chiudere gli occhi. O forse ti sei sempre e solo presa in giro, alimentandoli.
Come chi getta alcol sul fuoco, fingendo che sia acqua.
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