Una sfera perfetta, e perfettamente dipinta
d'una trasparenza equilibrata,
leggera come un soffio,
nostra.
Una sfera silenziosa, creata dalla sofferenza,
diventa un mondo in sè, proteggendo
la realtà dal vento forte,
nostra.
Tutto in bilico, tutto così immobile, bellissimo, in un'agonia di piacevole esitazione.
E d'improvviso si rompono i versi, si rompono le rime,
si rompe il silenzio, e la sfera ti sta stretta.
Respiri la sua prigione, l'ami, ma fuggi, chiedi altro,
lasciando il mio corpo da solo, agonizzante,
ad osservare, inutile, in un'inerzia stanca
un'anima che ha voglia di riuscire,
la tua, che chiede altro, e sposta il peso
troppo, troppo lontano.
Succede. Sta accadendo.
L'equilibrio è stato rotto dalla volontà
e dalla sua mancanza.
Quando l'avrai capito,
la sfera non profumerà più?
Non sarà più leggera?
Sarà la mia prigione cieca.
Vedevo solo te.

Claudia. Favilla. Sylya.
RispondiEliminaSono tre persone diverse vero?
Assolutamente si.
RispondiEliminaE riesci a farle convivere assieme?
RispondiEliminaE' forse questo il tuo conflitto?