27 aprile 2011

La farfalla vive un solo giorno


Nessuno si accontenterebbe mai del 'vissero per sempre felici e contenti'.
Tendiamo alla felicità, tendiamo al rosa(?), tendiamo a raggiungere una meta,
tendiamo a cercare l'immobilità.
E non appena raggiunta, essa perde qualunque forma di fascino, divenendo semplicemente MORTE.


Nel movimento c'è la vita. Nel cambiamento scorre la linfa del mondo.


Non so se è solo una mia impressione, ma la classica frase dell' 'avere paura di essere felici', ha senso nel momento in cui la felicità si presenta come uno stato di immobile stasi, di equilibrio troppo perfetto, che la persona teme di poter perdere, più che di acquistare. Oltre la felicità, non c'è più nulla a cui tendere. E c'è troppo da perdere. E forse desideriamo davvero perderlo, per poter avere ancora uno scopo, qualcosa da cercare, qualcuno a cui pensare, una strada su cui far camminare i nostri piedi.
Quando guardi l'orizzonte, vuoi davvero raggiungere quella linea lontana? Il mondo non te lo permette, per salvaguardare il movimento, per salvaguardare la tua vita. Il mondo non vuole che raggiungiamo la meta, vuole che continuiamo a camminare, persino tornando più volte sui nostri passi.


Non raggiungiamo mai l'orizzonte, perchè resteremmo vuoti.



Il bruco vive per settimane
desiderando di diventare farfalla.
La farfalla non ha alcun desiderio,
e, assaporato il primo volo colorato,
dopo un solo giorno muore.

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