12 giugno 2010

La Filosofia e la Scienza. Sono sola.

La condizione umana è estremamente, irrimediabilmente sola.
Certo, lo so benissimo che si tratta di un cinico stereotipo che potrebbe risolversi in molti modi, filosoficamente parlando, e che la storia dell'uomo ha risolto senza giungere mai ad una definitiva risposta.
Diamine, lo so benissimo che la solitudine dell'uomo è negata dagli ottimisti, ribadita e portata a sublimare nella terribile sensazione di vuoto nero e irriducibile dai pessimisti.

E lo vedo coi miei occhi, come ogni mia parola si plasma sugli altri alla ricerca di attenzione. Si maschera, si adegua, cambia colore o forma per piacere alla gente, per cercare anche solo una persona che ci illuda di non essere tanto soli.
E invece lo siamo.
Siamo qui che annaspiamo a mani tirate in avanti, nell'oscurità della solitudine, e cerchiamo con le mani, le dita protese, un'anima a cui strappare il cuore e farlo nostro, un anima da sventrare, ma che ci diventi amica.
Le persone sono intorno a noi, ma in centinaia, migliaia, miliardi di universi, uno per ogni uomo. E tutti distanti anni luce, in un eterna legge di Hubble per cui le nostre enormi galassie personali, che nella nostra mente si riducono ad una stanza stretta eppure terrificante, si allontanano sempre di più l'una all'altra e prima o poi non avranno più nulla nemmeno da cui scappare.

Sono sola.
Irrimediabilmente sola.

Inutile negare che ogni parola con voi,
è la ricerca di aiuto che scaturisce da questa
condizione.

Sto cercando aiuto.

1 commento:

  1. Quando ci rendiamo conto di essere soli è il momento per sperimentare che la nostra forza sta nel rialzarci da soli. Nam myoho renge kyo. Anna Maria

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