25 giugno 2010

Non ho più niente da dire

Quante parole. Ogni singolo verbo che ti ho dedicato. Settantuno, e con questo settantadue interventi, e tu ci sei. In tutti quanti. A nessuno, mai, avevo dato così tanto, di me, sai? Nessuno, mai.
E non ne hai letto nemmeno uno. Non hai mai chiesto di guardare nella mia anima, anche se sapevi che la mia anima era ad un tasto di distanza. Lo so, che per te era importante tutt'altro. Che la mia anima la volevi vedere in un altro modo. Ma ti sei sempre conciliata così poco con l'arte, che amo così tanto.
Non hai mai voluto condividere questo amore con me. E' che non hai mai permesso a te stessa di entrare nel mio mondo. Sono dovuta entrare io nel tuo, fino all'ultimo, fino all'ultima volta che sono andata da te, e con tutte le lacrime che mi hai fatto piangere ho guardato il sole da sopra la cuccia del cane, si, decidendo di cambiare. Quanto poco hai voluto prenderti di me, che ti regalavo tutto.
Mi rimane un accendino blu, che nemmeno ricordavi, oltre ottocento foto da webcam, che non ho il coraggio di buttare, e tutti questi ricordi scritti qui, alcuni che nemmeno riesco più a identificare. Soffrivo così tanto e vedevo sempre tutto terribilmente rosa. Ora che mi hai costretta a riprendermi tutto, non ricordo nemmeno come facessi.

Esisti. lo sento, e non sono io. Esisti, da qualche parte. Non lontano. Ma sto perdendo così presto la pazienza di aspettare. Non sento più scorrere la vita da quando le ho detto addio.


Eppure va così veloce.


Sylya. Quella che non ha più niente da dare.
Quella che non sa più scrivere.
Quella che non ha niente da scrivere.

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