19 settembre 2010

A che serve punire il nostro passato?

Oh, io lo so.
Anche lei sta sprofondando,
sta cadendo in basso,
sempre più giù,
in quell'abisso di orgoglio
e vergogna,
in quell'abisso di
dolore e
paura.

Sta cadendo giù, e non vuole rialzarsi,
non prova ad aggrapparsi a nulla,
non prova in generale a ricordarsi com'era
la vita prima della felicità e prima
della tragedia,
la grottesca,
terribile,
tragedia
che
ci
ha
colpite.

Il mio dolore è un dolore autoprovocato, che ha voluto cessarne un altro, ed ora si mostra le tragedie degli altri e cercando di dimostrare a se stesso che le cose possono essere diverse. Eppure riesce a punirsi, comprende che la sofferenza, anche quella degli altri, non se ne va mai via.
Il suo dolore è la punizione per quello che mi ha inflitto, ed io ho dovuto cessare. Ci siamo scambiate le sofferenze, ed al contrario della mia soluzione di aiutare gli altri ed entrare nel loro mondo per fuggire dal mio, lei si è chiusa completamente ad esso, punendosi per aver fatto di tutto per rimanere da sola, e dunque rimanendo effettivamente da sola. Gli altri non esistono più, perchè lei non li merita, e loro non meritano lei.

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